lacecla_illich
Io e il libro (io sono quello dietro)

Ho cercato questo libro di Franco La Cecla su Illich perché avevo bisogno di sapere qualcosa in più di un autore che avevo letto al liceo e sul quale, per varie ragioni, sono tornato di recente. Di La Cecla (che è architetto e antropologo) avevo letto “Perdersi”, che è un libro importante per capire qualcosa del nostro rapporto con le città e con i luoghi, e l’ho ritrovato qui alle prese con l’amico e maestro Ivan Illich.
L’ho letto in breve tempo e ci ho trovato ben più di quello che cercavo. Perché senza nascondersi dietro il dito dell’oggettività e del distacco, l’autore scrive un libro che parla soprattutto di lui: che in quanto osservatore ha una storia e un punto di vista, dal quale raccontare un uomo che in quanto autore ha anche lui una storia e dunque ci consegna idee che non nascono nel vuoto, ma trovano ragione e fondamento dentro quella biografia. “Ogni cosa detta è detta da qualcuno”: e qualcuno è Ivan Illich, come qualcuno è l’allievo e amico fraterno che con lui ha condiviso, mangiato, viaggiato, discusso, pensato, litigato.
Allora questo libro è la storia in prima persona della relazione con un pensiero e un uomo complessi: è una storia sofferta d’amore e disamore, e poi di nuovo d’amore – ma di un amore che si conquista la maturità passando attraverso una lacerazione profonda.

Ivan Illich
Ivan Illich

Ivan Illich io me lo immagino come uno di quegli uomini che non sono mai dove te li aspetti. Capace di grandi incoerenze come di radicalità estreme: è quello che (dice La Cecla) faceva grande uso di aerei mentre criticava aspramente la società fondata sui mezzi di trasporto; ma è anche quello che, avendo scritto “Nemesi medica”, sceglie di convivere per anni con un tumore, come ragionevole conseguenza della sua posizione su un sistema di cura che dal suo punto di vista era parte del problema che diceva di voler curare.
Le sue posizioni sul progresso lo rendevano simpatico agli ecologisti (che lui stesso biasimava perché partecipi della stessa ideologia che combattevano, finendo per rendere “merce preziosa” la natura) come ai cattolici oltranzisti (ordinato sacerdote nel 1951, Illich ha sempre rappresentato nella Chiesa una voce difficile da normalizzare, ma di cui non era facile nemmeno sbarazzarsi). E nello stesso tempo, lo rendevano odiato sia da destra che da sinistra.

Franco La Cecla
Franco La Cecla

Questo è un libro che racconta senza pudori (anche attraverso memorie di fatti e trascrizioni di corrispondenza personale) la difficile relazione con un maestro che a chi lo seguiva chiedeva un tributo pesante, al punto che chi lo amava sentiva in ugual misura la voglia di distanziarsene.
E forse è proprio la sofferenza generata dall’impossibilità di trovare una giusta distanza da lui e dalle sue idee, che porta l’amico alla comprensione del dolore che scaturisce dal confronto con quel pensiero: un pensiero che negli ultimi anni si era fatto pessimista e privo di indicazioni per una possibile salvezza. E a chi mai, a cosa mai, può
servire un pensiero tanto disperato, che indica i problemi con spietata lucidità ma è così incapace di mostrare una speranza?
Quello che rende interessante questo libro è che aiuta a comprendere la figura complessa di Illich. Quello che lo rende appassionante è che chiunque abbia vissuto una relazione con un maestro al quale è legato da un debito di gratitudine, riconoscerà qualcosa di sé in questa storia che parla di passioni intellettuali e umane, di speranza e di disperazione e, sì, in un certo senso, di padri e figli.

Franco La Cecla, “Ivan Illich e la sua eredità”. Medusa, 2013.
(La foto di Ivan Illich viene da qui e quella di Franco La Cecla da qui. Quella del libro, invece, l’ho fatta in treno)

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One thought on “La difficile eredità di Ivan Illich

  1. Gentile Massimo Giuliani

    mi sono imbattuto in questo testo vagando su internet avendo come riferimento Ivan Illich. Con tutto il rispetto per Franco La Cecla, sociologo di valore, anch’io ho letto il suo libro su Ivan Illich dissentendo profondamente. Il ritratto che fa dell’uomo e del pensatore mi sembra rifletta un punto di vista assai personale che non corrisponde, a mio parere, al personaggio. Avevo letto illich da giovane e avevo rivisitato il suo pensiero di tanto in tanto, finché negli ultimissimi mesi della sua vita ho avuto la fortuna di incontrarlo più volte. Non lo ritrovo nella descrizione un pò acida che ne fa La Cecla.
    Nel 2012 una quindicina di persone che con lui hanno lavorato o hanno avuto incontri non casuali hanno pubblicato in Messico, paese dove Illich visse a lungo, un libro in cui, accanto a un ricordo del loro rapporto, affrontano specifiche tematiche da lui approfondite.. Un libro non agiografico ma di approfondimento di aspetti del suo pensiero. Il libro è stato ora pubblicato in Italia a cura del sottoscritto.
    Visto che lei nel suo scritto dice di essere stato spinto alla lettura di La Cecla dal bisogno di sapere qualcosa di più su di lui, spero vorrà arricchire la sua conoscenza del personaggio con la lettura anche di questo libro.
    Cordialmente
    Aldo Zanchetta

    Ripensare il mondo con Ivan Illich a cura di Gustavo Esteva, Museodei ed pagg 302 E 21

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