Spett.le Trenord,
stamattina, come spesso mi capita, ho preso il regionale per Milano che parte da Brescia alle 7,27.
Come spesso mi capita, avevo fatto ieri sera via internet un biglietto di prima classe: non per amore del lusso, ma semplicemente perché in viaggio ho da lavorare e in prima classe ho più probabilità di trovare posto a sedere (mica tutti apprezzano il fasto e il comfort che si può avere in prima classe con soli tre euro in più).
Stamattina ho avuto un sorpresa: mi è capitato di trovare tutte carrozze di seconda classe. Due scompartimenti, però, recavano sul vetro della porta un foglio di carta attaccato con lo scotch e il numero “1” scritto a penna.
Naturalmente non avevano nulla di diverso dalle altre carrozze, solo il numero scritto a penna.
Devo dire che non tutti i clienti con biglietto di prima classe hanno apprezzato l’iniziativa: anzi, alcuni di loro hanno protestato a proposito di quelli che vendono cose che non hanno, e definendo la cosa con paroloni che non sto a ripetervi.
Io invece, superato il primo disappunto e compreso lo spirito della proposta, l’ho trovata geniale: un grande esperimento sulla costruzione sociale della realtà e sulla natura consensuale dei significati.
Ecco, con tutto quel che si dice sulla decadenza della cultura in Italia, ho trovato l’attenzione di Trenord alla psicologia sociale veramente ammirevole. Complimenti e auguri per prossime iniziative di questo genere.
Massimo Giuliani
P.S.: un’ultima cosa: se la prossima volta attacco un foglio con scritto “vagone ristorante”, me lo fate un panino?

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7 thoughts on “Lettera a Trenord (spedita stamattina)

      1. Sono bei paroloni che però servono!
        Anche perchè c’è la responsabilità del Capotreno che è Pubblico Ufficiale, e quindi deve anche verificare che il biglietto corrisponda al livello di servizio.
        Il controllore è Pubblico Ufficiale nella funzione di verifica del titolo di viaggio, con tutti gli oneri che ciò comporta.

  1. A me capito’ l’opposto, tra Terni e Roma, presi il biglietto di seconda alla biglietteria e il treno in corsa e poi un simpatico controllore mi fece notare che il pezzo di rottame su cui ero seduto aveva il numero “1”, un po’ scolorito attaccato sopra. Mi dissi, vabbe’, mi alzo e mi vado a sedere in seconda tra i ratti, e lui:”no, questo e’ un treno di sola prima classe”.
    Voleva il mio documento per farmi la multa. Mi sono rifiutato non solo di dargli il documento, ma di pagare, e a dire il vero l’avrei anche picchiato, per aver perso ogni briciolo di dignita’ di lavoratore e prestarsi a una truffa in nome del “posto fisso”.
    Le norme vessatorie, le leggi ingiuste, l’assurdo quotidiano non vanno fatte rispettare. Bisogna fregarsene con una risata. La natura consensuale dei significati funziona anche per smascherare l’imperatorie e la sua nudita’, nelle cose grandi come nelle piccole.

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