[Tutte le recensioni di High Hopes su Tarantula]
Dopo la critica puntuale di Maurizio Montarari sugli aspetti di “High Hopes” che gli sono piaciuti meno, ci torno su anch’io. I suoi dubbi sono i miei, o forse dovrei dire sono stati: perché ho il sospetto che stavolta si debba ascoltare questo album con un approccio un po’ diverso dal solito.
O forse la mia è solo eccessiva benevolenza nei confronti del Boss; forse in questo momento sono abbastanza ben disposto nei suoi confronti da tendere a perdonarlo di quasi tutto: però ammettetelo, un suo disco così così farebbe la fortuna di mille altri cantanti. E il punto non è se questo sia un disco bello o brutto: il punto è che posto abbia in una storia iniziata quarant’anni fa.
Altre voci stanno per aggregarsi, e se qualcun altro volesse dire la propria mi contatti su Facebook.
La foto di Bruce con Tom Morello viene da Rollingstone.com.

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6 thoughts on “Ancora due parole su “High Hopes” di Bruce Springsteen: 2) la mia videorecensione

  1. Chiedo scusa 😀 Questo è l’intervento al netto di una correzione che non avevo cancellato e che si è sovrapposta in quello precedente …. mbè almeno me ne sono accorto 😀

    Non ho seguito tutto il dibattito ma solo questo tuo video, magari potrò continuare in un secondo tempo, però una cosa l’ho notata Massimo, non potevo non notarla vista l’espressione con cui accompagni il parlato : tu chiosi su “The ghost of” dicendo: “come era, come è, come deve”; dico la mia soggettiva: la versione live con Morello è uno dei brani che più ascolto durante i miei Km. quotidiani (non conosco quella inserita nel nuovo), considero quella chitarra un valore aggiunto, ma un valore grosso aggiunto, e non capisco quel tuo “come deve” se non dal punto del tuo personale gusto, che è quello di un amante prima ma anche di un esperto non per passatempo.
    Nel brano in questione (che come ballata cruda non ho messo in chiavetta per esempio), quella chitarra che nel live al primo intervento parte dopo quella del boss (si capisce alla prima nota se non si è davanti al video e non è un’annotazione fessafessa) è il motivo per cui vale la pena di ascoltare un brano noto, per lo meno io l’ascolto per Morello, ossia sapendo che a un certo punto tacciono le voci, non per demerito ovviamente, ma per dar spazio al vero testo (una volta che chiami Morello !) di quel brano, a quel linguaggio che sono le note trovate da un’anima assistita da una tecnica indiscutibile e caratteristica che te lo spara nello stomaco per conquistare il cuore. Non conosco l’album, avrò modo di rimediare e probabilmente di darti ragione sul tuo giudizio di mediocrità o, forse, per dirti che sei un po troppo severo, ma …. ti prego, ringrazia il boss da parte mia per aver colto e utilizzato Morello nel live e averlo recuperato (se ho ben capito) anche in studio; non è che fosse a corto di alternative ma l’ha scelto lucidamente. Morello ha sempre eseguito il brano secondo lo stile Ratm in modo irriconoscibile se non per il testo (ossia così http://www.youtube.com/watch?v=1VypaE6kKJ8 ; stile che invece è assente nella versione live con il Boss per rispettare il Boss-way ma senza rinunciare allo stile Morello, all’anima che guida quelle dita fantastiche. Ripeto è un valore aggiunto, del resto quello che quel brano era continuerà a esserlo per chiunque lo desideri. Se poi uno a 65 anni dopo aver prodotto tutto quello che ha prodotto, creato tutto quello che ha creato, ha voglia di giocare con il suo passato con la stessa serietà che quel passato ha prodotto … mbè, fa bene, ne conosco un altro che questa cosa l’ha fatta recentemente e, al di la se ci si possa affezionare a rivisitazioni o stravolgimenti come ai tradizionali (non è né impossibile e né vietato), lo considero (anche se non ce n’è bisogno per l’estimatore datato) segno di maturità e aggiungo di umiltà e non certo di scarsa vena creativa. 😉

  2. Luca, io mi riferivo alla posizione di Maurizio. Però sì, penso che quella versione acustica abbia un suo valore ineguagliabile. Stavo per dire: penso che sia “perfetta”. Ma perfetta no: “perfetto” vuol dire “compiuto”, “terminato”. Ma può una canzone, in questo senso, essere “perfetta”? Dovrebbe non risentire del tempo. Quello che appare compiuto oggi, può essere parziale o difettoso domani.
    Allora penso che quella versione urlata con la chitarra di Morello abbia un valore qui ed ora. Penso che la voglia di gridarle, oggi, quelle parole prima sussurrate, abbia un senso.
    Tanto l’altra ce l’abbiamo e non ce la toglie più nessuno.

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