Il 25 e il 26 ottobre prossimi farò un giro della Puglia per incontrare un po’ di persone per parlare a partire dal libro “Il primo terremoto di Internet”: che ho pensato e curato, aggiungendo le mie parole a quelle (senza le quali non si sarebbe nemmeno cominciato) di Anna Colasacco, Luisa Nardecchia, Mauro Montarsi, Francesco Paolucci, Adriano Di Barba, Animammersa (come ormai dovreste sapere).

martinafrancaIl 25 a Martina Franca ne discuterò con Roberto Covolo, sociologo, esperto di processi di partecipazione e consulente della Regione Puglia sui programmi di politiche giovanili e di rigenerazione urbana. Ci sarà anche Felice Di Lernia, antropologo, formatore e blogger.
Ci si vede alle 19,30 presso i Laboratori Urbani.

Dalla presentazione dell’evento:
In quei momenti le persone si sono fatte comunità e hanno utilizzato gli strumenti a disposizione per comunicare tra loro, condividendo un obiettivo comune, lavorando insieme, mantenendo però la propria identità. Nasce quell’intelligenza collettiva che permette quasi ad ognuno di noi di essere neurone di un grande e infinito cervello. Ma spesso le cose non vanno così, i social network hanno contribuito ad un processo di tribalizzazione in cui non si fa altro, sembra, che trovare conferme al proprio modo di vedere, di pensare, di sentire. Il grande cervello si trasforma in un enorme ventre che sembra mischiare tutto senza soluzione di continuità, eppure sono il miglior strumento per condividere conoscenza, creare partecipazione, stimolare la riflessione. Sul crinale tra pancia e cervello si giocano importanti partite anche per le città, soprattutto per i processi urbani e urbanistici che prevedono la partecipazione dei cittadini. I blog, i social network, i forum, posso fornire un importante aiuto oppure essere un semplice megafono del pensiero dominante.

molfettaIl 26 a Molfetta sarò con la Cooperativa Camera a Sud e Felice Di Lernia (sempre lui). Felice (che è l’atefice di questo tour) è antropologo, esperto di epistemologia della cura e di etnografia urbana che da anni si occupa di pratiche di cura e narrazione, autore con La Meridiana di “Ho perso le parole. Potere e dominio nelle pratiche di cura” (2008).
L’appuntamento è a Camera a Sud è il 26 ottobre alle 19.00.

Dalla presentazione:
Ma quale lingua parla internet? Quando scriviamo un post sul nostro blog o sulla nostra pagina facebook semplifichiamo e riduciamo la ricchezza espressiva del linguaggio? Quando usiamo i social media stiamo rinunciando a coltivare relazioni nel mondo reale a favore di “amicizie” che più che tali possono dirsi contatti virtuali e inautentici? Oppure il web avvicina persone reali e organizza le diverse narrazioni in un’intelligenza collettiva, complessa e fortemente generativa di contenuti, di sapere, di forme di resistenza e di socialità? E se è così, in quale modo, raccontando, riusciamo a prenderci cura di noi stessi e della comunità e a renderci un soggetto collettivo-attivo?

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