Il “mondo piccolo”: sei, quattro, diciannove gradi (da Bresciaoggi)

Una notizia circolata nei giornali il mese scorso è stata l’occasione per l’articolo che Bresciaoggi ha pubblicato lunedì 18 marzo per la mia rubrica “Linguaggi della rete”. La notizia non link-barabasiera nuova e qualcuno ricorderà che ne parlammo qui quattro anni fa (e già non lo era).
Però ne ho approfittato per segnalare un libro che dopo una decina d’anni mi pare ancora interessante. Buona lettura.

Fa rumore la notizia di una scoperta, a prima vista incredibile, del fisico ungherese (ma docente a Boston) Albert-László Barabási. Che in realtà già ne parlava nel libro “Link. La scienza delle reti” (Einaudi, 2004) e pertanto sospetto che sia persino da aggiornare. Secondo Barabási la distanza massima fra due pagine web a caso sarebbe di diciannove clic. Pochi, dite? Pensate che nella teoria dei “sei gradi di separazione” due individui a caso sul pianeta riescono a raggiungersi, senza conoscersi, attraverso sei salti soltanto: uno ha un amico che conosce un cugino di uno che… sei salti, insomma. Sì, direte, ma “conosce” in che senso? Gli è amico, ci ha parlato, gli ha stretto la mano qualche volta o ne ricorda giusto il nome, come succede per le finte amicizie di Facebook? Non disprezzate i “legami deboli” del social network: sono la vostra apertura verso il mondo. Perché i vostri amici probabilmente frequentano persone che frequentate anche voi, leggono libri che leggete voi e si muovono dentro i vostri stessi contesti. Ma i “legami deboli” vi mettono in contatto con contesti diversi, con idee e persone nuove. Cercate lavoro? Sono molto più preziosi quelli che l’amico del cuore!
E mentre ragiono su tutto questo, mi arriva su Facebook (dove nel 2011, secondo l’università di Milano, le persone erano separate da meno di quattro salti: e oggi?) la richiesta di amicizia di un collega californiano. Abbiamo amici in comune, e questo non è strano: ma uno è un altro collega di Bologna e l’altro un mio amico d’infanzia di Roma. E i due non si conoscono fra loro! Com’è possibile? Cosa connette queste persone, a parte il sottoscritto?
Insomma, benvenuti nel “mondo piccolo” sempre più piccolo. Il libro di Barabási è tuttora una buona mappa per esplorarlo.

Annunci

2 thoughts on “Il “mondo piccolo”: sei, quattro, diciannove gradi (da Bresciaoggi)

  1. Massimo, sei il solito entusiasta!
    I miei contatti facebook non leggono libri perlopiù. Partecipano a contesti alieni (e spesso eticamente, esteticamente ributtanti). Scrivono cazzate. E non sono mai riuscito ad arrivare attraverso di loro oltre la cortina de coccio della vita standard.
    Tu sei ovviamente un’entusiastica eccezione! 🙂

  2. Ciao Daniele! Speriamo che i lettori di Bresciaoggi, per i quali inizialmente era pensato questo articolo, tengano una media migliore degli utenti FB e
    non solo
    Per conto mio, ho scoperto il trucco di parlare per l’ennesima volta dello stesso libro così faccio la figura di uno che sta sempre a leggere 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...