Processo Grandi Rischi: un paio di cose da leggere

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Scrissi anch’io il 23 ottobre scorso della sentenza del processo alla Commissione Grandi Rischi.
Il 18 di questo mese, con due giorni di anticipo sull’attesa, il giudice Billi ha depositato le 940 pagine della sentenza con le sue motivazioni (se mi sono perso qualcosa, segnalatemelo e ne sarò contento: ma al momento registro che né Sergio Rizzo, né Beppe Severgnini, né Mario Calabresi, né Mario Tozzi, che in quelle ore scrissero a vanvera di scienziati condannati per non aver previsto il terremoto, hanno pensato di tornarci su). Leggersi 940 pagine è troppo impegnativo, e ci sono argomenti su cui in fin dei conti è sufficiente dettare due pensierini mentre ci si rade).
Vi segnalo due articoli che tornano sulla questione all’indomani della pubblicazione della sentenza: lo fanno da prospettive diverse e ugualmente competenti.

Daniele Oppo, nel blog Siediti e scrivi due lettere, fa una analisi molto puntuale della sentenza (dopo averla letta”):
“Il rischio non solo sembra essere stato sottovalutato, bensì sembra essere stato proprio ignorato, tanto che la famosa intervista di De Bernardinis in cui si parlava di un rilascio di energia continuo come situazione favorevole, non viene in alcun modo rettificata, nonostante fosse antecedente alla famosa riunione del 31 marzo (pag. 284), quella che poi si scoprirà essere un’operazione mediatica indetta da Bertolaso.”
Leggi “Una ristretta cerchia di specialisti” di Daniele Oppo.
(Lo stesso blog si occupò il 23 ottobre della sentenza appena emessa, da un punto di vista interessante: “L’importanza di comunicare il rischio”)

Felice Di Lernia su Cura e Cultura parla in un’ottica antropologica di alcuni aspetti della questione “Grandi Rischi” rilevanti per chi si occupa di cura:
“Di una Commissione Grandi Rischi incaricata di valutare e, in qualche modo, di prevenire il pericolo di una devastazione si fa fatica a dire che non si prenda “cura” della gente che le è affidata. In fondo che differenza c’è tra la relazione che intercorre tra questa Commissione e la popolazione de L’Aquila (in questo caso) e relazione che intercorre tra un medico e un suo paziente (per esempio in una situazione di emergenza, nella quale il cittadino/paziente/malato non sceglie davvero a chi rivolgersi ma deve affidarsi a colui/coloro che gli tocca in sorte perché il caso o qualcuno ha scelto per lui)?”
Leggi “Traditi!” di Felice Di Lernia.

[foto da qui]

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3 thoughts on “Processo Grandi Rischi: un paio di cose da leggere

  1. Infatti, contro a tutto lo strepito di quei giorni lì c’ è un silenzio assordante. Sai che è, una velina ci butti l’ occhio e l’ hai letta, poi basta eseguire, una batosta di 940 pagine ho iniziato a leggermala pure io, ma mi sa che pianto lì

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