Da Bresciaoggi: in che senso questa foto è vera?

Su Bresciaoggi, nella mia rubrica “Linguaggi della rete”, lunedì 12 novembre è uscito questo pezzo col titolo “La rielezione di Obama e i record battuti su Twitter”. Buona lettura!

Tanto stretto è il legame fra Barack Obama e il web che il suo tweet che annunciava la rielezione – «Four more years», il più ritwittato della storia già dopo poche ore – ha generato discussioni che vanno al di là dell’evento e che riguardano i meccanismi stessi della comunicazione.

La foto che lo accompagna, in cui il presidente abbraccia la moglie Michelle sullo sfondo di un cielo appena velato di nuvole, non lo ritrae in realtà nell’atto di condividere con la consorte sollievo ed eccitazione per la vittoria: è stata scattata invece – lo scopre Vincenzo Cosenza  – in Iowa qualche mese prima. Si può definire un falso storico? Forse sì, ma non un «fake», risponde Giovanni Boccia Artieri. È reale l’abbraccio (non è una foto in posa), è reale il coinvolgimento emotivo.
Ma Massimo Mantellini parla di «una piccola truffa» persino: i social media si piegano a una potente narrazione giornalistica.
Luca Sofri ridacchia su tutta la polemica: ma a chi verrebbe in mente che a Chicago in novembre, dopo le dieci di sera, Obama e signora vestano allegramente sbracciati? Chi avrebbe fabbricato una patacca così evidente? Forse la sana abitudine – alimentata anche dai nuovi media – di sospettare sempre di quel che si legge, talvolta diventa tendenza a vedere cattive intenzioni dovunque. Sarà, twitta Marco Massarotto: ma Twitter non era il regno del «real time»?
In fondo, che esista una verità narrativa, «vissuta», oltre a quella storica, è una faccenda sulla quale la psicologia ragiona da tanto. E se ha senso aspettarsi da un cronista che sia fedele ai fatti come si sono svolti, chiedere le prove a chi ci racconta – anche attraverso un’immagine – il proprio stato d’animo legato a un’esperienza di vita, sarebbe perlomeno bizzarro.

P.S.: grazie a questo tweet di Marco Massarotto, scopro questo pezzo sulla “vera storia” della “most-liked photograph of all time”.

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3 thoughts on “Da Bresciaoggi: in che senso questa foto è vera?

  1. Come sostiene il fotografo francese H. Cartier Bresson “E’ un’illusione che le foto si facciano con la macchina, si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa” e in questo caso con un po’ di photoshop.
    Da quando nelle diverse forme in cui coniugo il mio lavoro da psicologo ho introdotto l’uso delle “fotografie dell’immaginario” trovo che le immagini che le persone creano siano estremamente reali e non truffaldine.
    Quindi perchè non considerarla proprio una “fotografia dell’immaginario” e non semplicemente la cronaca di un momento.

    D’altra parte ci dice Bateson che “le storie davvero importanti, perlopiù, non riguardano cose realmente accadute: sono vere nel presente, non nel passato”.

  2. Parto da lontano.
    Questa sera ho proposto ad una giovane paziente una modalità di colloquio diversa dal solito. Abbiamo parlato poco e, al posto delle parole abbiamo usato pennelli e colori.
    Al termine dell’incontro ci siamo alzati da terra dove lei stava lavorando su un lungo foglio e, guardando quello che aveva realizzato ha dichiarato “mi sembra di aver detto molto più del solito. E mi sembra di averlo anche raccontato meglio. Su quel foglio ci sono davvero tante cose… tutte reali…”
    Se mi dovessi fidare di lei risponderei che sì, la metafora è vera.

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