Questo è uscito su Bresciaoggi il 25 giugno scorso, sempre per la mia rubrica “Linguaggi della rete”, mentre era ancora viva l’eco di questa vicenda.
I libri, gli ebook, gli autori, gli editori, l’odore della carta. I numeri che arrivano da mercati più grandi del nostro dicono cose interessanti…

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Mentre i giganti dell’editoria digitale degli Stati Uniti se le danno di santa ragione, fra accuse di cartello e di concorrenza sleale, è il momento di qualche considerazione su un universo che sembra sempre più rilevante anche dal punto di vista dei numeri oltre che da quello dell’impatto sulla circolazione delle idee.
Il web è stato la culla dell’e-book, quello al quale si attribuiva preventivamente l’assassinio dei libro: ebbene, la notizia è che abbiamo assistito al sorpasso dell’elettronica sull’inchiostro. Il rapporto, dice Amazon.com, è attualmente di 105 a 100. Addio odore della carta? (L’argomento più d’effetto dei tifosi del libro era quello olfattivo). Per niente. Siccome la realtà è sempre un po’ più complessa delle semplificazioni dei tifosi, pare che gli acquirenti del digitale siano anche quelli che più comprano libri di carta, e nel complesso pare si legga di più (per quanto sia possibile fare confronti in un mercato in cui un anno viene fuori un Harry Potter che fa saltare tutti i numeri e l’anno dopo no).
Altro spauracchio è il fenomeno dell’autopubblicazione: numerosi siti di self publishing permettono a chiunque abbia un romanzo o un saggio nel cassetto di mandarlo nelle librerie in poche ore scavalcando l’editoria e facendosi editore di sé stesso. Significa l’invasione di robaccia non selezionata? Il narcisismo dell’autore diventa legittimazione sufficiente alla pubblicazione? A guardare i cataloghi on line, l’idea che ci sia parecchio da sfrondare viene. Ma anche qua arriva il dato che non ti aspetti: sempre di più gli autori fai-da-te scelgono di pagarsi un editor per rivedere il testo, o un illustratore per la copertina. Significa che il fenomeno sta entrando in una fase più matura? Ma no: significa solo che prima di fare profezie può essere utile stare un po’ a guardare.
(La foto viene da qui)

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One thought on “Da Bresciaoggi: dove va l’ebook? E quando torna?

  1. In effetti non ci si potrebbe augurare niente di meglio di un allargamento del mercato del libro nel suo complesso. Le schermaglie su odore della carta vs nitidezza dello schermo e-ink tra una manciata di anni faranno sorridere, comunque vadano le cose.

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