Ce l’hai un ricordo?


Vi riferisco di una iniziativa di Giulio Mozzi che a me è piaciuta da matti:

Ho voglia di fare un libro. La voglia di fare questo libro mi è venuta leggendo altri libri.
Il titolo del libro da fare è: Il ricordo d’infanzia.
Vorrei raccogliere cento, mille, duemila ricordi d’infanzia. Non necessariamente primi ricordi d’infanzia. Ricordi di quando avevamo non più di otto anni. Ricordi, se possibile, autentici: cioè proprio ricordi personali, non ricordi attivati da racconti e rievocazioni di genitori e parenti. Non necessariamente, peraltro, ricordi “veri” nel senso comune della parola: la memoria dell’infanzia è piena di fantasie, sogni, immaginazioni – che non sapevamo allora, né sapremmo adesso, distinguere da ciò che ora, da adulti, consideriamo “vero”. [continua a leggere su Vibrisse]

Nel post di Giulio ci sono tutte le istruzioni e il perché e il percome per partecipare a questo progetto col proprio ricordo d’infanzia.
Io partecipo perché mettersi lì a cercare un ricordo è una bella esperienza, e se ne vengono fuori almeno due, provare a sceglierne uno e a domandarsi perché proprio quello è ancora più divertente.
Provate, dai.
 

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