Da Bresciaoggi: silenzio, parla Twitter

Il 28 maggio 2012, pochi giorni dopo il ballottaggio per i sindaci di Parma e altre città, sul quotidiano Bresciaoggi è uscito questo mio articolo, per la rubrica quindicinale “Linguaggi della rete”. I social network dovrebbero partecipare al “silenzio elettorale”? Alcune riflessioni e due storie divertenti…

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Alla vigilia del primo turno delle amministrative le bacheche Facebook dei candidati sindaci si riempiono di appelli al voto (il caso Pisapia, che vide aggregarsi on line una comunità di sostenitori e interlocutori attivi, resta un caso isolato: più spesso l’uso della rete si riduce alla pubblicazione di slogan e santini). Qualcuno protesta, invocando il silenzio elettorale cui i candidati sono tenuti nelle ultime ore: ma davvero una bacheca Facebook è assimilabile a un luogo pubblico? O non ha piuttosto le caratteristiche di una conversazione privata, tanto da essere soggetta a un preciso regime di privacy? E allora un candidato che dice “votatemi” sta facendo campagna o sta parlando ad amici e conoscenti? Si può stabilire per legge che nelle conversazioni fra amici non si parli di politica?
Altra questione spinosa è quella degli exit poll, che è proibito render noti prima della chiusura delle urne, per timore che condizionino il comportamento di chi non ha ancora votato. Ma la vittoria di Hollande contro Sarkozy era ampiamente prevista dalla rete: in Svizzera non è vietato divulgare gli exit poll francesi, e i tweet svizzeri non si fermano alla frontiera!
Così come da noi non è vietato parlare di auto e viabilità il giorno delle elezioni. Che c’entrano le auto? C’entrano. Il giornalista Tommaso Labate sul proprio blog pubblicava nella mattina del 21 dei post col titolo “Situazione traffico”, che dicevano cose come: “Gli autobus dell’autolinea PD avrebbero superato i 50 km/h a Como, mentre a Cuneo viaggia più spedito il bus dell’autolinea rivale”. Oppure: “Traffico impazzito a Parma: la rivelazione autovelox dà la macchina targata PI in vantaggio su quella targata BE”, dove le sigle ricordano tanto i contendenti Pizzarotti e Bernazzoli.

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