Si è parlato in rete di una ricerca americana secondo la quale la personalità degli utenti di Facebook si rifletterebbe pari pari nel social network: come sei, così appari.
La segnalo nel numero di lunedì 16 della mia rubrica “Linguaggi della rete” su Bresciaoggi.
Io ho l’idea che, almeno in una certa misura, quel che cerchi trovi. Il senso del cercare “somiglianze” fra le persone e il loro corrispettivo online credo abbia origine dal sospetto che ancora il virtuale (parola che suona come “menzognero”, “fasullo”, “ingannevole”) ci suscita, e dal bisogno di placarlo.
È una possibilità. Un’altra, che personalmente trovo più interessante, è domandarsi come cambiamo e come ci costruisce, diversamente dal mondo offline, un dispositivo online governato da regole come quelle di Facebook.
Ad ogni modo, spero che l’articolo “Personalità reale e online: quali sono le differenze?” vi aiuti a farvi un’idea, anche attraverso dei link per approfondire la notizia:

C´è uno psicologo dell´università del Texas, Samuel Gosling, che in una vecchia intervista sul blog di Facebook (digitate http://on.fb.me/AwkZZb) era definito «Facebook psychologist». Una sua ricerca è uscita sul numero di settembre 2011 della rivista scientifica Cyberpsychology, Behavior and Social Networking (se ne parla qui: http://rww.to/yJanpZ) secondo cui la personalità che gli utenti di Facebook manifestano online non è così differente da quella offline. Non mentono, insomma. I soggetti sono stati classificati secondo cinque categorie di tratti di personalità…

Clicca per la pagina Internet & Hi Tech di Bresciaoggi, lunedì 16 gennaio, e continua a leggere l’articolo, in basso a destra.

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4 thoughts on “Su Facebook dici sempre la verità (da Bresciaoggi)

  1. Introduco un altra variabile: su Facebook siamo in contatto che diverse categorie di persone, quelle che conoscevamo già nella vita reale, quelle che abbiamo conosciuto su FB e poi abbiamo incontrato di persona, quelle che continuiamo a conoscere solo virtualmente. E’ vero che quello che si pubblica viene poi recepito da tutti i contatti, ma a mio avviso il modo di esporsi, mostrarsi sulla piazza virtuale, è la risultante dell’immgine di sé che si vuole offrire a questo mix di contatti.
    E poi, ti risulta che qualcuno abbia raccolto dati sull’esito degli incontri reali tra persone che si sono conosciute in rete? La mia esperienza personale è largamente positiva, ma vista la dimensione del campione non è significativa… L’incontro personale dovrebbe essere una sorta di prova del nove della eventuale sfasatura tra immagine virtuale e immagine reale.

  2. Giusto, Marina. Per come l’ho capita (ma in giro per la rete si trovano le tabelle e materiale di prima mano) il neo di ricerche come questa è che considerano le persone “di per sé” e non le relazioni.
    Non c’è solo una persona che si descrive: a chi si descrive?

  3. Secondo me il tratto specifico della comunicazione in rete (oggi i social network, in passato le mailing list) sta proprio nell’opportunità di descriverti contemporaneamente, e quindi nello stesso modo, a più persone diverse. Questo nel mondo reale non succede mai, tutti offriamo di noi immagini più o meno diverse alle diverse persone che conosciamo. D’altra parte nella comunicazioni online “gli altri” sono lontani, in genere non li vedi, mentre ti descrivi. Allora penso che la voglia di descriversi online sia la conseguenza del fatto che disponiamo di un vasto pubblico, il che infondo solletica quel po’ di esibizionismo che alligna da qualche parte dentro di noi, ma che per quanto vasto si tratta di un pubblico invisibile e nascosto. Ho la sensazione che il nostro descriverci online sia sempre la risultante di questi due fattori.

  4. In effetti la prima parte del tuo commento è un po’ la tesi di Gosling: in Facebook siamo talmente autentici che non facciamo differenza fra parenti, colleghi, clienti, vicini di casa eccetera. Che è vero fino a un certo punto, perché sui social network (è evidente in Google Plus, ma oggi è possibile anche in Facebook) scegli a che categoria di “amici” riservare ciascun post. Un possibilità cui si fa ricorso di rado perché, sì, c’è qualcosa di immediato nella comunicazione via social network che non favorisce il ricorso a qualche genere di “filtri”.
    E sono d’accordo con te che il web è una platea: o uno specchio, anche. Questo, con tutte le differenze che pure è utile conoscere, rende il www un posto non così diverso da quelli che tutti i giorni fanno da teatro alle nostre relazioni. E le relazioni on line obbediscono ad alcune leggi diverse, ma anche ad altre simili a quelle del mondo tangibile: sia qua che là, ad esempio, degli occhi degli altri abbiamo un bisogno enorme.

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