Quasi contemporaneamente rileggo in rete un racconto di un amico, uscito qualche anno fa in una antologia di nuovi autori, e ne leggo uno nuovo di un altro amico.
Ve li segnalo entrambi (e ve ne raccomando la lettura!) perché oltre alla coincidenza temporale, a cercare attentamente qualcosa li lega. Non solo che gli autori sono amici miei (ed entrambi, non so se lo sanno, una volta si sono trovati nello stesso posto: guardacaso, per la presentazione di un libro mio). Intanto il primo.
Duccio Battistrada è una delle persone più divertenti che abbia mai frequentato. Disegna, scrive e fa un’altra mezza dozzina di cose, fra cui giocare con le parole insieme a Stefano Bartezzaghi: lo trovate spesso nella sua rubrica “Lessico e Nuvole” su Repubblica (e ci trovate anche la sua signora – di Duccio, intendo – Alessandra Celano).
Nel 2006 Minimum Fax pubblicò l’antologia “Voi siete qui”, curata da Mario Desiati. Conteneva “La delegazione arrivò a Massa senza troppi casini”, testo di Duccio dal titolo il cui senso si svela nella lettura. Una dichiarazione d’amore per Andrea Pazienza.
Lo ripubblica ora minima & moralia, il blog culturale di Minimum Fax. Ma se vi ricorda qualcosa (e non avete il libro nello scaffale) vuol dire che l’avevate letto a suo tempo su Nazione Indiana.

Lo dico subito. Io Pazienza non l’ho mai conosciuto. Sfiorato sempre, visto mai. Ci sono dei posti di Roma dove passo e dico: ecco, qui è quella volta che non l’ho incontrato. Perché non ho voluto incontrarlo. Come la biblioteca in Via della Gatta. Non andai all’inaugurazione della mostra, ci andai dopo e ancora bestemmio gesucristo di non essere stato uno dalla corsa facile e dal piglio disinvolto, per fregare – un attimo ci voleva, un attimo! – da quelle salette uno degli originali di Francesco Stella, una storia a colori su Frigidaire, colorata da lui, non dalla moglie o da chissà chi per far sembrare nuove storie concepite in un bianco e nero gelido e perfetto. La tavola con Betty Curtiss, due esse, figlio del popolo. Con i capelli disegnati uno a uno, mentre si accende una sigaretta. Da prendere Benjamin, W. per la collottola e sbatterglici la faccia contro a ripetizione come qualcuno fa coi gatti che cacano in salotto: allora, neanche qua c’è l’aura secondo te, eh? EH?

Continua a leggere “La delegazione arrivò a Massa senza troppi casini”, su minima&moralia o su Nazione Indiana (bello anche il dibattito).

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