Come ogni volta, eccomi a linkarvi l’ultimo numero della mia rubrica “Linguaggi della rete” su Bresciaoggi. Lunedì 3 mi sono occupato del comma cosiddetto “ammazza-blog” e dei suoi potenziali effetti sulla vita della rete. Diversamente dal solito aggiungo qualche parola perché da lunedì ne son successe.
Di oggi pomeriggio è la notizia che il comma potrebbe non avere gli effetti tenuti, dal momento che un emendamento appena votato lo limiterebbe alle testate di informazione. Niente di definitivo, da quel che capisco, ma sembra che si faccia strada un po’ di ragionevolezza (mi piacerebbe pensare che le ha dato una spintarella la mobilitazione di questi giorni e la presa di posizione di Wikipedia).
Vorrei aggiungere due cosette.
1) Nelle stesse ore in cui usciva il mio articolo, si scatenava il caso Vasco Rossi – Nonciclopedia. Qualunque cosa ne pensiate (per quanto mi riguarda, sulla questione vorrei tornarci: la libertà per la quale ci siamo impegnati non è precisamente l’uso vigliacco che i mocciosi di Nonciclopedia fanno dell’anonimato), è la dimostrazione che non serve nessun comma 29 a chi voglia difendersi se si sente diffamato: gli strumenti ce li ha e non è vero che la rete sia un luogo di impunità.
2) Dunque probabilmente nelle prossime ore tireremo un sospiro di sollievo: nessuna norma bavaglio, nessun ammazza-blog. Ancora una volta, come nelle occasioni precedenti, alla minaccia sono seguite le reazioni e a queste è seguita la marcia indietro di chi voleva imporre ai gestori di siti regole paralizzanti che non tutelavano nessuno. Facile che non sia l’ultima volta. A chi giova? Che senso ha riproporre periodicamente una campagna che fa passare gli autori che pubblicano on line come una manica di ragazzacci che pretendono regole privilegiate?
Le mie considerazioni, che se tutto va bene possiamo dire superate dai fatti, sono uscite su Bresciaoggi col titolo “Obbligo di rettifica, i blog di nuovo nel mirino”:

Insieme al ddl sulle intercettazioni il Parlamento voterà l’ennesima proposta di introdurre per i blog e i siti web l’obbligo di rettifica: significa che chiunque si senta offeso
da qualcosa che ho scritto sul suo conto può pretendere l’immediata pubblicazione della replica, e io sono tenuto a dargli soddisfazione nell’arco di pochissimi giorni anche se ho le prove di quello che ho scritto. Decide lui.

Per continuare a leggere l’articolo dalla pagina Internet & Hi-Tech di BresciaOggi di lunedì 3 ottobre 2011, clicca qui.

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2 thoughts on “Ammazza-blog: tanto rumore per…?

  1. L’anonimato in rete non esiste, chi scrive sul web è rintracciabile ed anche se rimane nell’anonimato è come se avesse firmato con nome e cognome..Sulla questione Vasco sono d’accordo, anche senza bavagli se si offende qualcuno è già possibile denunciarlo per diffamazione ecc, sul fatto che abbia denunciato nonciclopedia..poteva evitarlo 🙂

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