La reputazione è importante.
Ne ho parlato lunedì 5 nella mia rubrica quindicinale su Bresciaoggi, Linguaggi della rete.
Ho fatto il check up della mia reputazione on line e ho scoperto cose da far accapponare la pelle. Tutta la verità è raccontata nell’articolo uscito col titolo “Socioclean, la reputazione si «giudica» solo in inglese”:

Parlavamo di recente di reputazione on line. È un problema che riguarda non solo le aziende ma anche ciascuno di noi, che lascia in rete tracce che parlano di lui e in qualche caso capita che se ne renda conto quando affronta un colloquio di lavoro per un impiego ambìto: dopo il «le faremo sapere», qualcuno segue quelle tracce e da Facebook salta fuori una vecchia foto del candidato, sbronzo e in mutande a un party imbarazzante.

Già, la reputazione è importate. Così vado su Socioclean.com per fare una prova. Funziona così: ti iscrivi, inserisci l’indirizzo email associato al tuo profilo Facebook, quello legge tutta la tua storia nel social network e ti fa il check up della reputazione. Così puoi esibire le prove che sei un bravo ragazzo che va a letto presto. Digito i dati e aspetto la diagnosi. Ecco che arriva… Ma come? Un messaggio a caratteri cubitali mi avvisa che ho la reputazione di un depravato: nei miei post ha trovato un sacco di contenuti deplorevoli: per il 18% a sfondo sessuale, il 19% razzista e il 59% su alcol e droghe.

Il fatto è che Socioclean non è bravo a leggere i contesti: ad esempio se scrivi «prostitute», magari commentando fatti di cronaca politica, per lui lo sporcaccione sei tu! E poi comprende solo l’inglese. Per noi «primo» è un aggettivo numerale, per lui una marca di vodka; «indica», terza persona del verbo «indicare», in tutto il mondo è anche l’attributo di «cannabis», la canapa indiana; e Guido, il nome dell’amico che cito qualche volta nel mio status, è l’appellativo con cui certi americani si rivolgono sprezzanti agli immigrati italiani. Però, va bene che non parla italiano: ma qualcuno informi Socioclean che «Dick», oltre ad essere il nome colloquiale dell’organo maschile, è anche il cognome di Philip K., lo scrittore americano di fantascienza!

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2 thoughts on “Cos’è successo alla mia reputazione?

  1. Ennesimo esempio di spazzatura presente in rete (ovviamente mi riferisco a questa stupida trappola, Socioclean, e non alle tracce che hai lasciato tu!).

  2. Socioclean è stupido perché non capisce i contesti. Se dico “Non votiamo i politici immorali che si accompagnano a prostitute” e “quasi quasi stasera mi porto a casa un paio di prostitute”, per Socioclean è la stessa cosa. Il sito condanna “prostitute” perché casualmente suona come l’italiano. Ma al di là della lingua, in che contesto stia la parola e che cosa volessi dire non conta!

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