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A train called Moebius è il titolo di un racconto di fantascienza del 1958, nel quale l’autore, lo scienziato tedesco A.J. Deutsch, immaginava che una linea della metropolitana potesse trasformarsi in un nastro di Moebius, inghiottendo un treno al suo interno in un percorso senza fine, secondo il funzionamento della celebre figura. (…) Una metropolitana chiamata Moebius ha fornito al regista Gustavo Mosquera – alla ricerca di un soggetto – una base che si è rivelata particolarmente fertile. (…) È impossibile, in un tale contesto, parlare di sparizione senza che si affacci alla mente l’ombra della dittatura e la tragedia dei desaparecidos (…) Un treno della metropolitana di Buenos Aires – il numero 86 – scompare misteriosamente all’interno della linea. Il Direttore è costretto a rivolgersi allo studio che ha progettato la nuova Circolare Esterna, che ha collegato tutte le linee in un sistema unico. Al posto del progettista si presenta un giovane topologo, Daniel Pratt, incaricato dallo studio. (…)
Pratt scopre che il progetto originale della linea è opera del suo vecchio professore Hugo Mistein, che però risulta scomparso. Introdottosi in casa del professore con l’aiuto della ragazzina Abril, si impadronisce del progetto per poterlo studiare ed elabora la teoria secondo la quale la complessità della rete ha generato un nastro di Moebius che ha risucchiato il treno al suo interno.

Testo tratto da “Buenos Aires e il nastro di Moebius: la metropolitana come luogo del mistero. Tre testi a confronto” di Maura Tomei

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