Di ritorno dal Lingotto di Torino, dove ho trascorso la giornata di chiusura dell’annuale Salone del Libro, vi racconto una impressione che mi sono riportato a casa.
È l’impressione paradossale ricavata dal fatto che la star dell’evento, quella per cui molti di noi erano lì a curiosare, capire, guardare, non c’era. E per forza: la star era il libro elettronico. Un libro elettronico non puoi esporlo, sfogliarlo, passarlo di mano in mano come quelli di carta (che c’erano, e tanti: e ce li siamo goduti, guardati, accarezzati…).
Non che mancassero gli stand di editori e librerie on line, ma quello che vendevano era un’altra cosa: idee, servizi, un clima.
C’erano gli editori “puri” di ebook (quelli che producono solo quelli: li riconosci dai prodotti ancora un po’ grezzi visivamente, dai cataloghi eterogenei che ancora cercano una linea) e poi c’erano le grandi librerie on line, che accanto alla versione cartacea del libro da spedirti a casa ti offrono l’alternativa di fare il download istantaneo della più economica versione per il tablet (se esiste).
I primi in cerca di contatti coi librai per fornire i loro prodotti nei modi che la nuova tecnologia pian piano richiederà (e già immaginavi il giorno in cui andrai in libreria come dal benzinaio, con la tua chiavetta o col reader per scaricare i libri nella memoria). Gli altri nel tentativo di condividere col pubblico dei lettori un’idea meno fredda e più amichevole del libro fatto di pixel.
IBS.it si presentava con un grande stand (peraltro con file di panchine imbottite, unico sollievo ai piedi dei visitatori: il Salone è enorme veramente!) dove mostrava il suo nuovo lettore marchiato IBS e metteva a disposizione parecchi monitor per consultare il catalogo on line.
Book Republic (specializzata in libri elettronici, e di autori italiani) distribuiva buoni sconto per il download e boccette di “profumo di carta”: perché se la contestazione più ricorrente, da parte degli scettici, è che all’ebook manca l’effluvio tipico dei volumi riposti nello scaffale, voilà!

P.S.: a quelli che stanno storcendo il naso pensando a quanto il libro tradizionale sia superiore, più bello, più materiale, più “tuo” eccetera eccetera. Tutto vero. Ma (per tacere della facilità di consultazione e di ricerca, oltre che della possibilità di portarti centinaia di titoli dentro la borsa): sul serio avete tutti case di quattrocento metri quadrati dove tenere tutti i libri di carta che vi occorrono?

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