La rete siamo noi

Questo mio articolo è uscito sul quotidiano Bresciaoggi del 16 maggio 2011, nella rubrica Linguaggi della rete, col titolo “La rete siamo noi, inutile distinguere online e offline”.

Sulle differenze fra vita on line e vita off line, fra relazioni virtuali e relazioni “reali”, fioriscono pubblicistica e discussioni, a mio avviso viziate talvolta dal fatto di affrontare la questione in termini binari: questo è bene, quello è male; questo è sano, quello no.
Ora, se tracciare distinzioni è un’operazione saggia che ci evita confusioni, separare e stabilire confini invalicabili non aiuta a capire le cose, semmai le banalizza: pensare che il mondo reale sia “di qua” e il mondo virtuale “di là” impedisce di incuriosirsi ai modi in cui i due mondi entrano uno nell’altro, e di vedere che la rete è fatta sì di macchine e cavi, ma anche di persone in carne e ossa: la rete, insomma, siamo ancora noi.
È su quelle persone che vorrebbe ragionare questa rubrica che esordisce oggi, su come in rete le loro visioni del mondo si confrontano, si ibridano ed evolvono.
Quasi due anni fa una ricerca del Pew Internet and American Life Project (pewinternet.org) mise alla prova il tenace luogo comune che vede un legame diretto fra nuove tecnologie e crescente isolamento sociale nella popolazione. Davvero con Internet le persone tendono ad abbandonare l’impegno nelle comunità locali e i tradizionali luoghi di aggregazione? È proprio vero che le relazioni on line sottraggono tempo ed energie alle relazioni faccia a faccia?
Le interviste telefoniche condotte con 2512 utenti adulti indicarono ben altro: a un intenso coinvolgimento nelle relazioni on line corrispondeva un maggiore impegno sul territorio, nel sociale e nel volontariato, una familiarità coi luoghi in cui le persone si incontrano. Fra chi era abituato ad intrattenere discussioni sui social network o curava un proprio blog era maggiore la disponibilità al confronto con individui di altre culture e persino a parlare di politica con persone di un altro partito.
Da allora osservare come evolvono fra i nodi del web i linguaggi della cultura, della politica, delle relazioni, ci offre ancora più occasioni per capire noi stessi che ci siamo dentro.
Ci torneremo su.

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