La prima storia. Un telegiornale chiama un’esperta a svolgere una perizia calligrafica su una cartolina spedita da un uomo coinvolto in un fatto di cronaca di quelli angoscianti. Una tragedia familiare, ci sono di mezzo bambini. La perita svolge il suo compito, ma non le dicono che la cartolina che sta analizzando è una ricostruzione fatta da un altro programma tv (v. il video più giù). Non solo il testo è tradotto in italiano (il personaggio in questione parla tedesco), ma è riscritto al computer. L’esperta, così, traccia il profilo psicologico del computer e ne viene fuori che è un tipo “freddo e misurato” (e meno male che non dice “calcolatore”), e poi ci sono quei caratteri spigolosi che non vanno mica bene, perché denotano un carattere vendicativo.

La seconda storia: un aggregatore di articoli dai blog (anche se loro preferiscono chiamarlo un “motore di ricerca verticale”) indicizza il mio post su Nanni Moretti. Un computer svolge l’“analisi semantica” e misura la”componente emotiva” del mio articolo e decide (clicca sulla miniatura accanto) che ha un mood deprimente (ed esprime un sentiment negativo) perché uso parole come “pazzo” e “impossibile”.

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