In una puntata di Forum, su Canale 5, una donna chiama in causa il marito, separato, e rivendica la somma di venticinquemila euro. Sono aquilana, dice, terremotata, ho bisogno di quei soldi per riaprire il mio negozio di abiti da sposa. Tutta la città è ricostruita, tutti hanno giardino e garage, ringrazio il governo, le imprese ricominciano a lavorare, manchiamo all’appello solo io e i miei abiti da sposa. Pensate che avevo capi pronti per delle coppie che poi sono morte, o hanno rinviato la cerimonia.
forum00Ma il programma è in diretta. L’altra settimana un partecipante si era lasciato andare a una bestemmia che aveva imposto un taglio improvvisato della scaletta: quel che succede stavolta è che una ragazza del pubblico si alza per dire che L’Aquila ricostruita è una panzana che è sotto gli occhi di chiunque abbia voglia di vedere. Altre email denunciano: state dicendo cavolate, L’Aquila è in macerie. Ma come nel Truman Show, gli imprevisti diventano un’opportunità di spettacolo nel copione improvvisato ma dalle linee guida scritte: la signora insiste che certo, manca qualcosa, che qualcuno dorme ancora negli alberghi, ma si tratta solo di scrocconi che vogliono mangiare e bere a spese dello stato, e meno male truman-showche c’era questo governo. Un ragazzo del pubblico interviene: ma come pensate che si possa risolvere in fretta una cosa così? E l’email finale denuncia gli aquilani che si piangono addosso.
Rientra il giudice, che dà ragione alla signora. Viva l’Italia. Sigla.
Ditelo: qualcuno aveva per caso immaginato che potessero affidare lo spot della “ricostruzione” al partecipante che avrebbe perso la causa?
Vengo a sapere che una donna dell’Aquila contatta la redazione dopo la trasmissione: io vivo ancora in albergo e non mi diverto per niente, dice; ci avete infamato, ci dovete delle scuse. Le rispondono che la sua è solo una protesta politica. Clic.

Dice: ma Forum non è quel programma dove attori dilettanti inscenano cause inventate, con un giudice vero? (E infatti, quando la notizia corre su Facebook, quello che si capisce è che quella donna non è aquilana e il suo negozio non è mai esistito, e tanto meno quel marito: tutto finto, tranne i morti).
ForumSì, è quello. Ma il fatto di essere dichiaratamente falso invalida forse la “verità” delle affermazioni? Per niente. Come in una versione aggiornata del paradosso del mentitore, quello che conta non è l’aggettivo falso; ma l’avverbio dichiaratamente. Se ammetto di mentire, sono attendibile. Non è forse segno di massima sincerità l’ammettere le proprie bugie?
“È vero, non sono un santo e non resisto al fascino delle belle figliole”. Ah, lo ammetti, allora? “Sicuro: vedi che sono sincero? E già che ci siamo, ti dico anche che sono l’uomo più morigerato che tu possa trovare”. Ma come? Se hai appena detto di essere un donnaiolo? “Appunto. L’ho dichiarato e non lo nego, anzi questo dimostra la mia onestà. Dunque devi credermi se ti dico che sono un sant’uomo”. Ma se ti hanno fotografato in un’orgia… “Uff… arrivi tardi. L’ho detto prima io, non sono un santo: dunque la tua accusa non è credibile”.

P08-08-10_12.30
Un dettaglio della città ricostruita: è evidente il giardino e il garage a disposizione per ogni abitazione.

È una lotta impari. Non hanno più nemmeno bisogno di certificare la veridicità delle proprie affermazioni. Anzi, il fatto che siano inventate le garantisce come vere.
Per di più, a una programma di intrattenimento ovviamente non si chiede di dire cose corrette: quando mai alla fiction si chiede conto di quel che dice? Mica è informazione. That’s entertainment. Però lo dice. E lo dice, spesso, senza dirti che lo dice. Vi ricordate Silvan il mago? Attirava la tua attenzione sulla mano destra, con la quale faceva dei gesti strani e inutili, e mentre tu stavi lì instupidito a cercare di scoprire il segreto della mano destra, quello con la sinistra nascondeva la pallina, o tirava fuori qualcosa dalla tasca.

Con la mano destra ti ammanniscono uno show con una finta moglie separata che vuole i soldi dal marito; con la sinistra ti passano che in Italia c’è un presidente del consiglio che ha ricostruito una città distrutta.

Noi stiamo qui a stracciarci le vesti per la concentrazione di giornali e telegiornali in mano a uno solo. Ma né Emilio Fede, né Michele Santoro hanno mai spostato un voto che è uno. Conoscete qualcuno che abbia cambiato idee politiche dopo aver visto il TG4? L’informazione “orientata” parla a chi è già orientato. Convince chi è già convinto. Consola, fa sentire meno soli, rafforza l’appartenenza, ma non ha mai spostato un elettore da destra a sinistra o viceversa. Sono altri i programmi che promuovono visioni del mondo, e dunque orientamenti politici.

P06-08-10_18.55
Un dettaglio della città ricostruita: è evidente il giardino e il garage a disposizione per ogni abitazione.

Dicono: “noi avremmo il controllo dei media? E allora come mai abbiamo perso due elezioni negli ultimi sedici anni?”. È un argomento fesso. Primo, perché il fatto che con tutta la tv sotto il tuo controllo hai perso col 49% dei voti non dice nulla su quanti ne avresti presi senza tv. Magari 48, o 47, o 37, chi può saperlo? Ma soprattutto è un argomento che fa confusione a bella posta: i programmi televisivi non servono a convincerti a votare domattina in un modo anziché in un altro.
Non influenzano singoli comportamenti: influenzano classi di comportamenti, visioni del mondo, visioni del prossimo, delle relazioni. Narrazioni, se si può dire ancora. Non puntano a vendere un tot di scatolette domattina: puntano a formare clienti. E infatti un conto è che in sedici anni abbiano perso due volte (al fotofinish), un altro che quella cultura e i miti che la sostengono siano oggi maggioritari in parecchi ambiti della vita civile.

Noi intanto si va, si fa foto, si scavalca le transenne e si racconta. A noi, a differenza di Forum, tocca l’onere della prova, ma di prove nei nostri occhi e nella memoria delle nostre fotocamere e dei nostri cellulari ce n’è in quantità. Clic.

 

Annunci

8 thoughts on “Forum e L’Aquila: è solo fiction, dunque è vero

  1. E’ vero quel che sembra e quel che appare. Così credono in molti.
    La televisione lo sa. I televisivi pure. I padroni delle TV lo hanno scoperto già da un pezzo.
    Molta gente non perde tempo a chiedersi quale sia la verità, visto che può averla pronta e confezionata senza neppure spostarsi da casa, senza neanche attivare un qualsiasi, semplice ragionamento.
    Si preferisce vivere nella fiction e pensare che la fiction stessa sia realtà. Questo è il nostro mondo, oggi, così pare.
    Esaminare le omissioni, il non detto, il non urlato potrebbe essere la chiave per la conoscenza delle cose. Ma è più comodo bere da casa le notizie e sparare a raffica, opinione contro opinione, vuoto contro vuoto.
    Infinita perdita di tempo. Dannosa. Utile ai potenti.

    1. E’ proprio vero, ma proprio per questo non bisogna mai rinunciare a parlare e a ragionare, dovunque abbiamo l’occasione di farlo, chissà che non serva a risvegliare qualche mente annebbiata…

  2. Non impariamo mai. Un sacco di email spedite al programma di Canale 5, e questa è una cosa buona. Parecchie di quelle email però erano piene di insulti, e questo non era il caso: il giorno dopo la Dalla Chiesa chiedeva (lei!) il diritto di replica.
    Oggi rilascia interviste nelle quali si dissocia dalla signora Marina. Circola un video di Marina che si prende la colpa e dice “non avevo un copione, ho inventato tutto io”.
    Si dice sempre che i media dovrebbero essere i “cani da guardia” della politica: certo, sempre più internet è il cane da guardia dei media.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...