Ringrazio l’amico che giorni fa, nel corso di una amena conversazione su Facebook sui tira e molla della ministra Carfagna, attribuendomi generosamente qualche competenza sui moti dell’animo umano, mi chiedeva di illuminarlo circa il fatto che un personaggio sbeffeggiato fino al giorno prima diventasse improvvisamente stimabile agli occhi degli stessi che lo avevano detestato.
(Ricordo i fatti: la Mara, titolare del più bizzarro dicastero per le pari opportunità che la storia ricordi, appariva a disagio nel partito che l’aveva portata dagli show Mediaset alle responsabilità di governo; i critici che prima l’avevano additata come simbolo di corruzione di costumi in politica, come se niente fosse la innalzavano a esempio di virtù, affidabilità e moderazione).

Ho dovuto così studiare l’argomento.
Bisogna dire che del problema si era già occupato negli anni settanta Andy Luotto (filosofo neoaristotelico, credo), quando affiancava Renzo Arbore nello studio televisivo di “L’Altra Domenica”. Lo stralunato pensatore partenopeo, cui veniva riconosciuta la paternità di un Pensiero Semplificato Binario, soleva dividere le cose del mondo in “bbuono” e “no bbuono” (oggi, con la prospettiva che ci è offerta da qualche decennio trascorso dalla sua opera, possiamo finalmente riconoscerlo come geniale e sensibile precursore del pensiero politico bipolare all’italiana).
Conseguenza della logica luottiana è che o sei mio amico o sei mio nemico. E siccome tertium non datur, se sei amico del mio nemico sei mio nemico; ma se stai sulle balle al mio nemico ti riconosco come amico, eccetera. La “legge di Luotto” spiegherebbe anche la simpatia crescente che a sinistra si sta guadagnando un uomo politico di destra che si era distinto in passato per affermazioni come “i gay non dovrebbero fare gli insegnanti di scuola elementare” e per il coinvolgimento diretto nell’accoglienza riservata ai manifestanti del G8 di Genova (e non parlo del catering).

Approfondendo la questione, ho studiato le applicazioni della “reductio ad Hitlerum” (v. Leo Strauss), che è un artificio retorico (talmente convincente che dopo un po’ che ne fai uso diventa un riflesso condizionato) per il quale se un malvagio sostiene x, allora x è necessariamente indesiderabile e spregevole. L’esempio classico è quello per cui, siccome la Germania di Hitler permetteva l’eutanasia, chi rivendichi il diritto all’eutanasia è simile a Hitler; o quello che accosta ad arte certe idee ecologiste ai deliri di “purezza” del fürher.
Si tratta di un modo di ragionare talmente illogico che, è stato notato, vale come dire che, dal momento che Hitler aveva i baffi (e anche Stalin!), gli uomini coi baffi sono sommamente malvagi.
Però si capisce come tale fallacia logica faccia sì che nelle conversazioni su certi argomenti le probabilità di essere prima o poi accomunati a Hitler siano piuttosto alte: per quanto in una discussione che duri all’infinito qualunque argomento a caso diventa probabile, ci sono discussioni in cui il paragone con l’autore di Mein Kampf arriva con tempestività non casuale (vedi la Legge di Godwin).

La “reductio ad Hitlerum” funziona anche nel senso che se x è inviso a un uomo cattivo, x è buono e nobile (e questo è il caso della provvisoria beatificazione della ministra Carfagna, laddove chi sia il cattivo non ve lo spiego nemmeno).

Di recente, dopo l’ultima puntata del programma di Fazio e Saviano “Vieni via con me” (del quale tante cose buone si possono dire, al di là del fatto che si giovasse di un pregiudizio positivo per via che uno degli autori ha nel curriculum un libro meritorio e famoso), è capitato a me e ad altre persone di criticare via social network, per ragioni varie che non sono qui rilevanti, l’ultima delle orazioni civili di Saviano (quella su L’Aquila, che pure ha emozionato molti).
La lettura attenta di alcune di queste conversazioni mi ha permesso di formulare la “Prima Legge di Godwin/Vieniviaconme”: “mano a mano che una discussione su Saviano si allunga, la probabilità di essere accusato di essere un comunista snob si avvicina ad 1”.
Vale a dire che, se discuti sull’autore di Gomorra, la probabilità di essere additato entro i primi dieci turni di parola come uno snob comunista (anche nelle varianti “radical chic” o “sinistroide fighetto”) è sorprendentemente alta.
Guardando meglio, ho scoperto un altro fatto che mi ha impressionato e che ho descritto nella “Seconda Legge di Godwin/Vieniviaconme”: “la probabilità di essere accusato di essere un comunista snob in una discussione su Saviano entro i primi dieci turni di parola è praticamente identica sia che lo critichi, sia che lo elogi”.
Provate.

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6 thoughts on “Reductio ad Berlusconium

  1. Mio carissimo Max,
    ah come lo so. Ah, quanto lo so.

    Condivido la tua analisi, e mi piace molto il modo in cui è scritta.
    Hai ragione: la logica on-off produce risultati che hanno un’apparenza di coerenza e di buon senso, ma in realtà ti lasciano solo, pugile stonato in un angolo, a domandarti qual è stato, esattamente, il punto in cui avresti dovuto capire che c’era il buco per infilare il tertium (quello che non datur; e absit iniuria verbis, ovviamente).

    Spieghi molto bene perché ragionare in termini binari può condurre a esiti del tutto imprevedibili, e ad avere compagni di viaggio che non si desideravano, o anche a scaricare compagni di viaggio che si pensavano consolidatamente accanto a noi.
    Grazie.

  2. Cari tutti,
    non c’entra ma c’entra: proprio mentre leggevo i vostri commenti c’era in tv Daniel Barenboim che lamentava come dagli anni quaranta Wagner goda di pessima fama per via del noto debole che Hitler aveva per la sua musica…
    Come dicevo a Federica in altra sede, davvero stavamo peggio quando la politica italiana non era “stai di qua o stai di là”? Sul serio eravamo più stronzi di adesso?
    Che poi io da una parte ci sto, credo di starci, e credo di essermi fatto anche le mie idee sui buoni e sui cattivi (di più sui cattivi che sui buoni, veramente…): il difficile, un po’ per tutti, è non cadere nel tranello delle conclusioni “meccaniche” e non affidarsi a queste idee per sollevarsi dalla responsabilità di pensare e di fare distinzioni un po’ più fini.
    Buona domenica 😉

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