Le avventure di Guidoberto La Sola / 2: Guidoberto allenatore

bertocampo

Guidoberto in poche ore
si reinventa allenatore
per estender la sua gloria
pure all’arte pedatoria.

E dell’Aquila la squadra
striglia: “Orsù, miseria ladra!
Deh, correte! Fermi là!
Anzi no: venite qua!”

“Tira in porta! Catenaccio!”
strilla lui così, a casaccio.
Comandar certo lo sfizia
ma gli manca la perizia!

Fra terzini in confusione,
centravanti in collisione,
pensa bene, quel geniaccio,
di cavarsi dall’impaccio.

“‘Sti buzzurri mi han stufato”,
dice allora un po’ schifato.
“Che mi cale del pallone?
Vo a godermi la pensione!”

Ma, vanesio, non resiste
al richiamo di riviste,
di tg e televisioni
del compare Bruscoloni.

“Troppo buono sono stato
con quei brocchi che ho allenato!
Altroché sogni mondiali:
notti bianche e baccanali!”

Ma il ploton, livido e pesto,
tosto scova l’immodesto,
pronto a dargli, con ragione,
di pedate il suo milione!

[clicca per la serie completa di “Le avventure di Guidoberto La Sola”]

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