Se prendi il music business, e prima togli la buccia, poi gratti lo strato spesso della costruzione del personaggio ad opera di squadre di esperti, e poi ancora tiri via le strategie imprenditoriali e le decisioni progettate a tavolino (spesso il tavolino dell’avvocato), quello che trovi in fondo a tutto non sono i Rolling Stones, e nemmeno Bruce Springsteen, no.
Ci trovi gente come Nick Drake o Elliott Smith, che non a caso quel mondo lo hanno abitato per pochissimo tempo, prima di lasciare anche quello che attualmente condividiamo io e voi.
Elliott Smith era uno che ha scritto alcune fra le canzoni più belle del passaggio di secolo e che quel mondo lo ha attraversato con l’aria stranita dello scrivano Bartleby: e a chi gli ricordava di sorridere al pubblico e di onorare telecamere e riflettori secondo l’uso delle star, come il personaggio di Melville rispondeva senza nemmeno scuotere il capo: “Avrei preferenza di no”.
Mica per ribellione, o per una posizione critica verso le regole dello spettacolo o cose del genere. Semplicemente perché non gliene importava un fico secco.

 

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