Questo è il primo post di un nuovo blog, anche se scorrendo le pagine a ritroso ci trovi articoli degli ultimi due anni: siccome il passato vuoi o non vuoi te lo porti con te (o semplicemente perché il buonsenso vuole che non si butti via niente) mi sono portato dietro le cose più importanti (importanti per me o che so essere importanti per qualcuno che le ha lette) pubblicate sul mio blog di prima, insieme a schegge impazzite che avevo lasciato in altri angoli di Internet (social network o altri blog che non ha mai letto nessuno) e persino articoli usciti su riviste o mestamente rimasti nel cassetto, come si diceva una volta. In realtà: nel mio disco fisso.

Sembra non bastare mai, lo spazio per raccontare. Raccontare di un libro che ci è piaciuto, di un disco da non dimenticare, certo. Raccontare un’idea da condividere. Ma poi, raccontare una memoria da conservare, quando sarebbe troppo ingiusto che fosse cancellata: e come altro puoi salvarla, se non raccontandola e raccontandola e raccontandola? E il presente: come immaginare di cambiarlo quando proprio non va bene, se non cominciando a raccontarlo? E ancora: immaginare il futuro è un bell’affare, perché il peso del passato e l’evidenza del presente ti permettono di immaginare solo alcune cose, altre proprio no: e allora non c’è altro modo che cominciare a raccontarlo, quel futuro. E quello, sì, è il racconto più difficile.

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6 thoughts on “Radio Tarantula

  1. Un nuovo blog di Massimo Giuliani! Per parlare di passato, presente e futuro: un bel regalo per riflettere, per reinventarsi una vita, per dare spazio all’immaginazione, per cambiare! Grazie, Massimo!

  2. Tarantula… Quanto cercai ‘sto libro, mille anni fa! Poi mi rassegnai e comprai (da Japadre, c’era poco da scegliere, allora come ora) la biografia di Dylan di Anthony Scaduto. L’unica autorizzata dal menestrello, diceva la quarta di copertina. E così mi misi a sognare ‘sto ragazzino foruncoloso e miope che partì come un disgraziato per andare a conoscere Woody Guthrie. I suoi primi concerti, l’amore con la Baez e compagnia bella. Che c’entra? Boh, niente. Così, pour parler, anzi, pour ecrire.
    Ciao. Siam qui a pie’ fermo che aspettiamo il seguito.

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