tendopoli
È da un po’ che non torno sulla questione del terremoto. Diciamo che ultimamente ho preferito dedicarmi al versante personale della vicenda e restare spettatore delle cose che altri dicevano e scrivevano.
Ora posto questa breve nota per una segnalazione.
Da parecchio vado ripetendo qui e altrove che alla generosità e alla professionalità di operatori, volontari e di tante categorie che sono state vicine alla gente, fa da contraltare – da parte di chi ha la gestione globale del dopo terremoto e vanta indebitamente come ispiratore il “modello Friuli” – una straordinaria indifferenza per le gravi implicazioni sociali, culturali e identitarie delle popolazioni colpite.
Mentre si prepara la festa, in prima serata e senza concorrenti allo share, della consegna dei villini a una piccola parte degli sfollati (e di conseguenza il praticamente definitivo abbandono di qualunque idea di ricostruzione dei centri storici della città e dei paesi), nelle tendopoli in corso di dismissione succedono cose come quelle che un’aquilana mi ha scritto ieri.
Ho postato il suo intervento sul blog Verso L’Aquila.

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