Mentre gli scaffali natalizi delle librerie traboccano di manualistica pop (“Come fare i genitori”) e delle ultime fatiche letterarie di tutti gli psicovelini della televisione, che tanto hanno fatto per disintegrare qualunque speranza residua di costruire nel nostro Paese una cultura psicologica meno che indecente, succede che una casa editrice importante come Meltemi rischi di chiudere i battenti.

Per capire quanto la cultura in Italia, e il nostro mestiere in particolare, siano debitori a Meltemi, basta fare un giro sul sito dell’editrice.
Di recente ho parlato su questo blog (e su Ibridamenti) di “Lo schizofrenico della famiglia” di Pietro Barbetta, ma se penso al catalogo Meltemi mi vengono in mente il libro della Roudinesco, i libri di Edgar Morin, di Judith Butler, l’opera omnia di Vattimo… e poi Derrida, Ricoeur, von Foerster e decine di altri.

Luisa Capelli, che fondò Meltemi con Marco Della Lena, ha pubblicato on line l’appello “Se non ora, quando?”: si può aderire alla sottoscrizione e donare libri Meltemi a una biblioteca versando una somma; ma si può anche entrare nelle librerie e chiedere del catalogo Meltemi; oppure si può acquistare direttamente sul sito i libri che preferite. E, soprattutto, è urgente passare parola.

Se è vero che questo Natale si annuncia meno frivolo e consumistico del solito, un investimento in un regalo bello e utile ci sta proprio bene.

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