Meglio tirarli fuori dall’armadio, prima che qualcuno li trovi.
È successo circa tre anni fa, mi pare.
Ero al volante. “Pronto, il dottor Massimo Giuliani, lo psicoterapeuta?”. “Sono io”. “Sono taldeitali, del mensile eccetera eccetera”.
Era una redattrice di un periodico che attualmente credo prosperi occupandosi di bicipiti, abbronzanti & tecniche di seduzione, e che una volta all’anno allega un colorito calendario pieno di foto di filosofi. No, ma che, ci avete creduto? Foto di donne nude.
Però all’epoca si presentava come una rivista di costume dedicata a un pubblico maschile un po’ edonista ma dal quoziente intellettivo non necessariamente inferiore a quello di un cucchiaio da cucina.

“Dottor Giuliani? È ancora lì?”. “Sì, sì, mi dica”.
“Devo scrivere un articolo e vorrei chiederle di collaborare. Lei sa che secondo l’ISTAT gli uomini diventano padri sempre più tardi?”. Tardi? “Cosa vuol dire tardi? Le dieci di sera, le undici?”.
“No, tardi, dopo i trent’anni“. Ah, ecco. “Mi scusi, sa, stavo pensando ad altro”.
“Vorrei il suo parere. Cosa ne pensa dei figli che lasciano la casa dei genitori a un’età avanzata?”. “Uhm… ohhh… ehm, sa non sono bravo a rispondere a queste domande così, a braccio. Sono uno che deve pensarci…”.
“No, no, solo qualche domanda semplice semplice. Secondo lei qual è l’età giusta per avere un figlio?”. L’età gius… “In che senso, giusta?”. Accosto l’auto.
“Sì, insomma, secondo lei è più facile per un uomo o per una donna avere un figlio a una certa età?”. Gesù… “Mi ascolti, non è così semplice… credo si debba distinguere…”.
“Distinguere?” la sua voce è quella di chi ha capito che la cosa andrà per le lunghe. “Capisco il suo punto di vista, ma il mio direttore non sarà contento…”.
Che significa il suo direttore non sarà contento? La licenzierà? Mi manderà un sicario?

Decido che non voglio avere sulla coscienza né la prima né la seconda eventualità (la seconda soprattutto). “Senta, andiamo con ordine… da dove cominciamo?”.
“Per esempio, perché i giovani non lasciano più la famiglia?”.
“Beh, dipende da tante cose… innanzitutto non possiamo trascurare i cambiamenti sociali, sa… non si trova casa, non si trova lavoro… poi l’adolescenza infinita comporta dei vantaggi che… insomma, è complesso”.
“Come, complesso???”
Oddio, no… È allarmata, Il suo direttore non sarà contento… No, non volevo dire complesso, volevo dire…
Mi incalza: “Ma è vero che i maschi si sentono messi da parte una volta che arriva un figlio?”.

“No, aspetti… davvero, non sono bravo a rispondere così. Possiamo fare per iscritto? Mi manda le domande via e-mail? Le prometto che rispondo con coscienza, ma ho bisogno di pensarci su, non posso dire qualcosa di minimamente decente su questioni simili in dieci parole!”.
Affare fatto. Accetta di mandarmi le domande.
Per farla breve, non posso nemmeno dire che sia andata male. In realtà quella giornalista non l’ho più sentita, mi ha fatto scrivere da una collega più grintosa. Ma la collega ha trattato le mie risposte con molto rispetto e, nonostante le esigenze di impaginazione adeguate ai tempi di attenzione di energumeni abituati a leggere facendo le flessioni, il senso delle mie risposte pubblicate era abbastanza vicino all’originale. Mi sembra anche che mi fu concesso di rileggere il testo prima della pubblicazione.

Certo, le domande erano del tipo: “avere un figlio da giovani: pro e contro“; “avere un figlio da vecchi: pro e contro”; “avere un figlio a mezza strada: pro e contro”.
Ma nello stesso periodo seppi di colleghi coinvolti in richieste del genere da parte di altre pubblicazioni, che avevano visto del tutto travisate le loro risposte e che erano stati trattati con improfessionalità scandalosa; e fui piuttosto grato a quella giornalista che usò rispettosamente quel poco che avevo cercato di fare. Anche se aveva la bizzarra idea che la vita si spiega mettendo in fila i “pro” e i “contro”.

Però, davvero, un po’ invidio quelli che vanno a unomattinaportapportapomeriggiosuldue eccetera, che hanno sempre la risposta pronta. No, non sono bravo a fare queste cose.

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3 thoughts on “Scheletri

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