Two (hundred) hearts are better than one: “La saggezza della folla”

Immagine di La saggezza della follaNella rubrica “Segnalibro” del numero in uscita (il 21) di Connessioni. Rivista di consulenza e ricerca sui sistemi umani c’è questa mia segnalazione del libro “La saggezza della folla” di James Surowiecki (Fusi Orari – Internazionale, 2007).

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Prendete un grosso bovino. Ora prendete ottocento persone, esperte di bestiame o del tutto ignare di cose di macelleria. Ora chiedete a ciascuno di indovinare, così, a occhio, il peso esatto della bestia.
Se voi foste Francis Galton, a questo punto sorridereste scettico. Lo scienziato inglese non riponeva alcuna fiducia nella capacità decisionale delle masse, tanto da dubitare anche della ragionevolezza dei regimi democratici. Bene, dopo la prova rimarreste a bocca aperta per la straordinaria accuratezza della risposta, incredibilmente vicina al peso esatto.

Bella forza, direte. No, attenzione: non stiamo parlando della risposta “più votata” dalle persone, ma dalla media di tutte le risposte. Anche se nessuna di quelle fosse la risposta esatta! Non si parla di probabilità, ma di una sorta di, come dire?, saggezza sistemica per la quale la folla è enormemente più competente di ciascuno dei singoli individui che la compongono.
Leggete questo libro per saperne di più su come gli esperti di borsa prevedono e decidono, su come si possa decongestionare il traffico nell’ora di punta e su come mai, fra duecentomila pagine trovate da Google su un dato argomento, quella che stavate cercando è proprio la prima!

A proposito: quel giorno Galton, alla fiera annuale del bestiame, dovette ricredersi. Aveva 85 anni e decise che la democrazia non era poi così male…

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3 thoughts on “Two (hundred) hearts are better than one: “La saggezza della folla”

  1. la mia ignoranza è profonda e non conosco James Surowiecki, tuttavia l’idea che la folla è piu’ competente del singolo individuo da una parte mi alletta dall’altra mi sconvolge un cicinin
    se applicassimo questo concetto in campo politico, ci sarebbe da rimaner basiti
    ma forse non si può!!!
    da lontano e leggenndo come ne parli sembrerebbe persin divertente

  2. Non lo conoscevo nemmeno io, ho saputo del libro dalla newsletter di Jacopo Fo a cui sono abbonato e conoscevo Internazionale, che è la rivista che ha pubblicato questo volume.
    Divertente è divertente, e le implicazioni politiche dell’idea non era possibile sviscerarle nelle quindici righe della recensione per “Connessioni”, ma sono interessanti.

  3. Mi sa che è una questione di probabilità. Interessante pensare che la media si avvicini al peso reale. La media è l’impasto delle opinioni, l’incrocio di idee diverse. La media è fatta con le differenze. 😉

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