Omonimie

L’immaterialità della rete favorisce certe confusioni (non puoi dire “chi, quello alto?”, “quello basso?”; “quello con gli occhiali?”; “quello con molti capelli, quello con pochi capelli?”). Succede che in Internet ci siano illustri presenze che hanno il mio stesso nome e cognome, e succede che talvolta qualcuno mi scambi per uno di loro.
Mi capita di ricevere delle e-mail di persone che mi ringraziano per il mio presunto “contributo al dialogo giudaico-cristiano”. Per la stessa ragione una volta una nota tv satellitare mi ha telefonato per invitarmi a un programma televisivo sul Santo Graal. Non cercavano me: cercavano lui (anche se la giornalista a cui cercavo di spiegarlo al telefono si è quasi risentita, come se volessi prenderla in giro; valle a spiegare che certe volte le persone possono avere nomi simili: si chiama omonimia).
C’è anche un collega psicologo: stesso mestiere, stesso nome. È successo che mi invitassero a parlare a un convegno e che soltanto alla fine della lunga telefonata, quando mi hanno spiegato l’argomento di cui avrei dovuto parlare, ho capito che non era me che cercavano, ma lui.
Come se non bastasse, uno dei più celebri (forse il più celebre) dei miei omonimi è attore televisivo e storico doppiatore di cinema e tv, addirittura la voce italiana di John Belushi. Per qualche ragione che mi sfugge, è successo che mi scrivessero scambiandomi per lui! (Non finiscono qui, in effetti: ce n’è anche almeno un altro, ma non mi è ancora capitato che qualcuno ci scambiasse; che io sappia, almeno).
Per la precisione: io sono questo. Tanto per fare chiarezza.

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2 thoughts on “Omonimie

  1. è per questo che hai deciso di mettere la foto sul sito?
    bhe, che dire, si parla di interconnessioni..sarebbe interessante capire se anche gli altri vengono scambiati per te. cecchin dicceva che ci sono almeno tre alternative ad un problema e se ci pensi ne trovi sicuramente una quarta. è così anche per le identità che ci giochiamo ogni giorno nella vita. quando dimentichiamo di essere al centro di un’intersezione di n sitemi vediamo il mondo piccolo e limitato. e i problemi sembrano altrettanto giganti. quando ci ricordiamo – o qualcuno ci fa notare- che tanto quanto guardiamo gli altri anche noi siamo visti dagli altri che colgono di noi sfaccettature diverse, tutto cambia e così anche il modo di vedere le difficoltà. come quella signora, in terapia per disturbi d’ansia, che recandosi al pronto soccorso con tachicardia per gli effetti collaterali di un farmaco, fu trattata da paziente e non da “solita ansiosa”. per lei fu una novità e l’occasione per cambiare atteggiamento nella vita!

  2. Solo una domanda: se mi scambiano per un altro, quanti gradi di separazione mi dividono da lui?
    A proposito di omonimie: avevo chiamato questo blog “scripta volant”: mi pareva un nome arguto e piuttosto bello. Tanto bello che in Google ce n’erano duecento con lo stesso nome…
    Ciao, Laura,
    mg

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